Incentivi per l'occupazione: Nuove opportunità post-estate per bonus e agevolazioni lavorative tra bonus giovani e super deduzione.

Incentivi per l’occupazione: nuove opportunità post-estate

Incentivi per l’occupazione: Nuove opportunità post-estate per bonus e agevolazioni lavorative tra bonus giovani e super deduzione.

Incentivi per l’Occupazione: Con l’avvicinarsi della fine dell’estate, si aprono nuove prospettive nel panorama dell’occupazione grazie a una serie di incentivi pensati per agevolare le assunzioni. Questi incentivi, delineati nel decreto legge n. 60 del 7 maggio 2024, offrono una gamma di vantaggi fiscali e agevolazioni specifiche per i datori di lavoro, con l’obiettivo di stimolare la creazione di nuovi posti di lavoro e favorire la crescita economica.

Dopo l’estate, nuove opportunità di lavoro agevolato si presenteranno. Dal settembre 2025 al dicembre 2025, i datori di lavoro avranno accesso a cinque tipi di agevolazioni, compresi bonus per giovani sotto i 35 anni, assunzioni femminili e occupazioni nelle ZES. Queste misure, stabilite dal decreto legge n. 60 del 7 maggio 2024, offrono vantaggi fiscali significativi, inclusa una deduzione fino al 130% del costo del lavoro, promuovendo così la creazione di nuovi posti di lavoro.

Bonus giovani

Il bonus giovani mira a incentivare i datori di lavoro privati ad assumere giovani sotto i 35 anni, senza esperienza di lavoro a tempo indeterminato, dal 1° settembre 2024 fino alla fine del 2025. Questo incentivo offre un’esenzione del 100% dei contributi all’INPS per massimo 24 mesi, fino a 500 euro mensili per lavoratore. Esistono tre varianti: la prima si applica a livello nazionale, la seconda aumenta il tetto massimo a 650 euro mensili per assunzioni nelle regioni Calabria, Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia e Sardegna, mentre la terza lega il bonus all’autoimpiego nei settori strategici. È necessario rispettare criteri specifici e ottenere l’approvazione del ministero del lavoro e dell’Unione Europea.

Bonus donne

Il bonus donne agevolerà le assunzioni a tempo indeterminato di donne senza impiego retribuito da almeno 6 mesi, residenti nelle Zone Economiche Speciali (ZES) o in particolari settori, o senza lavoro retribuito da almeno 24 mesi, ovunque residenti, dal 1° settembre 2024 al 31 dicembre 2025. Questo incentivo offre un’esenzione del 100% dei contributi all’INPS per 24 mesi, fino a un massimo di 650 euro mensili, senza impatto sulla pensione. Le assunzioni devono aumentare l’occupazione netta, calcolata sulla differenza tra il numero di lavoratori occupati nel mese corrente e la media dei 12 mesi precedenti. L’incentivo non è cumulabile con altre agevolazioni, ma è compatibile con il bonus fiscale previsto dalla riforma fiscale. L’approvazione e i dettagli operativi dell’incentivo saranno definiti attraverso un decreto del Ministero del Lavoro.

Bonus ZES

Il Bonus ZES per la crescita delle imprese agevolerà le assunzioni a tempo indeterminato di persone di età superiore a 35 anni residenti nei territori ZES e disoccupate da almeno 24 mesi, effettuate dal 1° settembre 2024 al 31 dicembre 2025. Solo i datori di lavoro con fino a 10 dipendenti potranno beneficiarne. Questo incentivo offre un’esenzione del 100% dei contributi INPS per 24 mesi, fino a un massimo di 650 euro mensili, senza impatto sulla pensione. Non è cumulabile con altre agevolazioni, ma è compatibile con il bonus fiscale per la deduzione del costo del lavoro fino al 130%, come previsto dalla riforma fiscale. L’approvazione e i dettagli operativi dell’incentivo richiedono un decreto ministeriale e l’autorizzazione dell’Unione Europea.

Super deduzione

Sì al cumulo con la super deduzione Tutti i nuovi incentivi non sono cumulabili con altri esoneri o sgravi, mentre sono compatibili con il super bonus fiscale, consistente nella deduzione del costo del lavoro (fino al 130%) delle assunzioni stabili (a tempo indeterminato) previsto dalla riforma fiscale. Quest’anno, infatti, chi assume e incrementa i posti di lavoro è premiato dalla riduzione delle tasse, perché il costo del lavoro del neoassunto (quindi non solo la retribuzione, ma pure gli oneri sociali, contributi e premi, il tfr e altri costi accessori), ai fini fiscali, è maggiorato del 20% (anche più, fino a un ulteriore 10% se l’assunzione riguarda soggetti svantaggiati, tra cui ex percettori di reddito di cittadinanza che non hanno avuto accesso all’assegno d’inclusione). Tale “costo figurativo” (la maggiorazione del 20-30%) e il costo reale del lavoro sono deducibili dal reddito ai fini Irpef o Ires: l’aliquota marginale di tassazione quantifica il risparmio di tasse, il premio riconosciuto cioè al datore di lavoro per la nuova assunzione.

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